UNA PARTITA DI SCACCHI

Dopo avervi spiegato qualcosa sulla storia e sulle varie componenti di una scacchiera e del gioco degli scacchi in generale arriviamo alla parte più interessante una partita, il suo regolamento e nella federazione, ricordiamo che questo è un gioco molto in voga soprattutto in grandi paesi come la Russi o gli USA.

La Partita

Esistono vari modi di fare delle partite, possono essere classiche oppure a tempo, ma tutte hanno in comune una cosa: Lo scopo degli scacchi consiste nel dare “scacco matto” (dall’arabo Shāh Māt, che significa “il re è morto”, derivante forse da un’errata traduzione del persiano Shāh Māt, che significa “il re è sconfitto” o “il re è indifeso”) al re avversario. Si ha scacco matto quando il re si trova sotto la minaccia diretta dei pezzi avversari e non ha possibilità di sottrarsi a essa, quindi sarebbe sicuramente catturato alla mossa successiva se non si trattasse del re.

Lo scacco matto determina la conclusione della partita con la sconfitta del giocatore che lo subisce. Lo “scacco” invece è l’attacco che un pezzo avversario porta al re e da cui il re può essere protetto. Non è necessario che chi fa una mossa che pone il re avversario sotto scacco lo annunci verbalmente; al contrario, nelle partite ufficiali di torneo, tale comportamento può essere ritenuto fastidioso e sanzionabile con una ammonizione o un richiamo. Il regolamento non consente di eseguire alcuna mossa che metta o lasci il proprio re sotto “scacco”. La partita può terminare anche per abbandono da parte di un contendente, ovviamente con la vittoria dell’altro.

Si Può Pareggiare?

Si Può Pareggiare?
Si Può Pareggiare?

Il gioco termina in patta (parità) nei seguenti casi: se restano sulla scacchiera soltanto i due re; se la situazione è tale per cui nessuno dei due giocatori può dare scacco matto all’altro, anche in caso di difesa peggiore. Ad esempio re e cavallo o re e alfiere contro re è patta, ma non re e due cavalli contro re oppure re e cavallo contro re e cavallo, dato che una posizione di matto esiste; se il giocatore che ha il tratto non può compiere alcuna mossa legale ma il suo re non è sotto scacco (stallo). La partita termina con una patta su richiesta di un giocatore se questi effettua o ha intenzione di effettuare  una mossa che: è l’ultima di una serie di cinquanta mosse consecutive (cinquanta mosse per ciascun giocatore) nelle quali non è stato catturato alcun pezzo e non è stato mosso alcun pedone; comporta la ripetizione sulla scacchiera della stessa posizione per tre volte (anche non consecutive) durante la partita. La posizione è considerata identica se la mossa spetta al medesimo giocatore, se tutti i pezzi del medesimo genere e colore si trovano sulle stesse case e se sussistono inalterate le stesse possibilità di movimento (inclusi arrocco e catture en passant). Nella pratica di torneo il giocatore si rivolgerà all’arbitro il quale, dopo aver verificato che le condizioni necessarie siano soddisfatte, ha l’obbligo di dichiarare patta la partita. Inoltre, in qualsiasi momento della partita, salvo speciali limitazioni imposte in singoli tornei, uno dei due giocatori può proporre la patta all’avversario, che ha naturalmente il diritto di rifiutarla. Se la accetta, la partita termina immediatamente con il pareggio.

Adone

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