LE CARTE DA GIOCO SETTENDRIONALI

Una delle più diffuse alternative al gioco degli scacchi sono tutte le varianti dei giochi con le carte e in Italia abbiamo una tradizione molto diffusa su tutto il territorio nazionale che comprende sia le carte tipiche italiane e quelle francesi, in questi articoli ne parleremo.

Le Carte da Gioco Bergamasche e Bolognesi.

Le carte bergamasche sono carte in stile italiano. Il quattro di spade è chiamato anche margì per la donnina disegnata al centro. Il mazzo è composto da 40 carte con figure a due teste e misura 50×94 mm. Sull’asso di bastoni è presente il motto “VINCERAI”. L’asso di coppe, come anche nelle carte trentine e bresciane, presenta una forma a fontana e si ispira all’emblema della famiglia Sforza. I denari sono chiamati “ori” e sono rossi e neri; l’asso di ori è un grande cerchio giallo e arancione. Inoltre in mazzi di alcune produzioni sono presenti 4 carte supplementari di cui 2 recano i numeri dall’1 all’8 e due che recano i numeri dall’1 al 10.

Quelle della Primiera bolognese sono carte in stile italiano dalla forma piuttosto stretta (misurano 49×104 mm), diffuse per lo più nella zona di Cento. Assieme alle carte trevigiane sono le carte più lunghe d’Italia. Il mazzo è così chiamato sin dal Cinquecento per distinguerlo da quello del tarocchino o tarocco bolognese. A inizio Cinquecento, con la diffusione del gioco della Primiera il mazzo originario bolognese di 52 carte fu abbreviato a 40. Circa nello stesso periodo il mazzo del tarocco, che doveva originariamente avere 78 carte (al mazzo originario bolognese erano state aggiunte almeno sin dagli anni ’30 del Quattrocento le quattro regine e i 22 trionfi), aveva perduto le carte numerali dei semi ordinari dal 2 al 5 e si era così ridotto all’attuale tarocchino di 62 carte.

Le Carte da Gioco Bresciane.

Le bresciane sono carte in stile italiano. È l’unico mazzo regionale che esiste solo nella versione a 52 carte, poiché servono per giocare a cicera bigia, un gioco tipico della provincia di Brescia. Le carte dall’otto al dieci sono detti scartini, in quanto per alcuni giochi, ad esempio la briscola, tali carte non sono utilizzate. Le figure intere sono di tipo “naive” con colori piatti e proporzioni del corpo approssimative. Come tutte le carte di “tipo italiano” hanno le spade in forma di scimitarre, e i bastoni in forma di scettri. Gli assi sono elaborati.

Le Carte da Gioco Bresciane.
Le Carte da Gioco Bresciane.

Le carte bresciane sono strette, con un rapporto lunghezza/larghezza superiore a 2, e sono le più piccole d’Italia misurando soltanto 43×88 mm. Numerose carte hanno dei soprannomi: il fante di coppe è chiamato “Fant cagnì” oppure “Fant Gop”, il due di spade è la “Felepa sensa pei” oppure “Figa de fer”; il due di denari “Le bale del’orso” e il due di bastoni è detto “Figa de legn”, mentre nel gioco di cicera bigia, il fante di coppe è sempre il “Fant gop”, il dieci di denari è il “Des bù” (Dieci Buono), mentre il due di spade è detto “Du Fì” (Due Fino). L’asse di coppe è talvolta chiamato “Angiulina”, per via dell’angelo raffigurato, e il quattro di spade è la “Madonnina dei prati”.

Adone

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