IL CAMPIONATO DEL MONDO DI SCACCHI (Parte 2)

Abbiamo scoperto insieme non solo l’esistenza del campionato  del mondo ma anche le sue più recenti modernità e le sue più antiche tradizioni oggi vogliamo raccontarvi com’è sopravvissuto questo gioco durante gli anni della guerra.

Il Conflitto Mondiale e gli Scacchi

Nel dopoguerra, a seguito della morte di Alechin, l’organizzazione del campionato fu presa in mano dalla FIDE, che organizzò nel 1948 un torneo tra i più forti giocatori del mondo, usando come base il torneo AVRO del 1938. Il torneo, organizzato come un quintuplo girone all’italiana, venne vinto da Michail Botvinnik, che divenne così campione del mondo. Al torneo, oltre al vincitore, parteciparono Keres, Euwe, Reshevsky e Smyslov.

La FIDE organizzò quindi un ciclo triennale per il campionato del mondo, organizzato in quattro fasi distinte: i tornei zonali (cioè ristretti ad una zona organizzativa della FIDE) che qualificavano per gli interzonali, dove una ventina di giocatori concorrevano (anche qui tramite girone all’italiana) per dei posti nel torneo dei candidati (cui erano qualificati di diritto anche i primi due classificati al torneo dei candidati precedente), il cui vincitore aveva il diritto di sfidare il campione del mondo in carica in una sfida al meglio delle 24 partite. In caso di parità, il campione conservava il titolo, mentre in caso di sconfitta, questi aveva diritto a rigiocare per il titolo l’anno seguente. Botvinnik mantenne il titolo nel 1951 contro David Bronštejn e nel 1954 contro Vasilij Smyslov; tuttavia in entrambi i casi le sfide terminarono in parità e Botvinnik conservò la corona essendo il campione in carica.

Il Conflitto Mondiale e gli Scacchi
Il Conflitto Mondiale e gli Scacchi

Gli Scacchi dopo gli anni 60’

A partire dal ciclo per il mondiale del 1966, la FIDE modificò l’impianto delle qualificazioni, abolendo il formato a girone del torneo dei candidati e sostituendolo, su proposta di Robert Fischer, con una serie di match ad eliminazione diretta. Il mondiale del 1966 e quello del 1969 furono entrambi contesi tra Petrosjan e Boris Spasskij, che riuscì a strappare il titolo in questa seconda occasione. Nel 1972, Fischer divenne il primo giocatore non sovietico del dopoguerra a partecipare alla finale del campionato mondiale. L’organizzazione del match tra lui e Spassky fu molto tribolata; fu infine tenuto a Reykjavík, in Islanda, e fu vinto da Fischer nonostante due sconfitte nelle prime due partite, la seconda addirittura a forfait a causa di dissidi con gli organizzatori.

Tre anni dopo, tuttavia, i contrasti tra Fischer e la federazione si acuirono. Il campione propose diverse modifiche al regolamento, tra cui l’abbandono del formato al meglio delle 24 partite in favore di un match in cui il vincitore sarebbe stato il primo giocatore a vincere 10 partite con la clausola che in caso di 9-9 il campione in carica avrebbe mantenuto il titolo. La FIDE accolse la richiesta del match illimitato (seppur fissando a 6 il numero di vittorie necessarie) ma rifiutò la clausola del 9-9, che avrebbe garantito un grande vantaggio al campione in carica (lo sfidante avrebbe avuto infatti bisogno di vincere 10-8 per conquistare il titolo).

Adone

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